Misery Index Confcommercio a 13, il più alto dal 2023
A ottobre il Misery Index di Confcommercio sale a 13 punti, massimo da dicembre 2023: corrono i prezzi dei beni più acquistati, lavoro stabile.

A ottobre il Misery Index di Confcommercio, l'indicatore che misura il disagio sociale combinando disoccupazione e aumento dei prezzi dei beni acquistati più spesso, sale a 13 punti. È mezzo punto in più rispetto a settembre e il valore più alto da dicembre 2023, secondo la stima preliminare diffusa venerdì 6 novembre.
Perché cresce il disagio
A spingere l'indice verso l'alto è soprattutto l'inflazione. I prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza di acquisto, cioè quelli che le famiglie comprano più spesso, sono cresciuti a ottobre del 5,8% su base annua, contro il 5,2% di settembre.
Nell'accelerazione pesa in particolare l'aumento dei prezzi dei beni energetici. Anche gli alimentari freschi sono saliti, ma in misura più contenuta.
Il lavoro resta stabile
Sul fronte dell'occupazione il quadro non peggiora. Confcommercio stima per ottobre un tasso di disoccupazione esteso al 6,9% e descrive il mercato del lavoro come sostanzialmente stabile. La componente che fa salire il Misery Index è quindi quella legata ai prezzi, non quella legata al lavoro.
Cosa vuol dire per chi fa la spesa
Un indice di disagio più alto significa che per molte famiglie le spese di tutti i giorni pesano di più sul bilancio, anche quando il lavoro c'è. Il dato di ottobre arriva in un periodo in cui l'energia è al centro dell'attenzione, con l'inverno alle porte e il riscaldamento che torna a incidere sui conti di casa. Tenere sotto controllo le voci di spesa più frequenti e confrontare le offerte per luce e gas resta uno dei modi più concreti per difendersi dai rincari.




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