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Over 60, volontariato e nipoti: lo studio di Padova sul benessere

Studio dell'Università di Padova su oltre 10mila over 60: il volontariato fa bene soprattutto agli uomini, i nipoti alle donne. Pesa la cura di un adulto fragile.

Tre paia di mani di età diverse unite in segno di sostegno

Volontariato, nipoti e cura dei familiari non rendono felici gli over 60 allo stesso modo: secondo uno studio dell'Università di Padova pubblicato su BMC Public Health, l'effetto delle attività quotidiane sulla soddisfazione per la propria vita dipende dal tipo di impegno, dal tempo che gli si dedica e soprattutto dal genere.

Come è stato condotto lo studio

La ricerca è stata coordinata da Maria Letizia Tanturri, Annalisa Donno e Marina Salierno del Dipartimento di Scienze statistiche, insieme ad Alessandra Buja del Dipartimento di Scienze cardio-toraco-vascolari e sanità pubblica e a Erika Borella del Dipartimento di Psicologia generale. Il gruppo ha analizzato i dati dell'indagine Istat sull'Uso del tempo, in cui gli intervistati annotano in un diario, ogni dieci minuti, le attività svolte nell'arco delle 24 ore. Il campione comprende oltre 10mila italiani con più di 60 anni, rappresentativi della popolazione.

Dai diari emerge che il 6,4% degli over 60 lavora ancora, in media per circa sei ore e quaranta minuti al giorno. Il 2,3% fa volontariato, l'8% si occupa di familiari adulti e il 10% bada ai nipoti, in media per un'ora e mezza al giorno.

Uomini e donne vivono gli impegni in modo diverso

Il volontariato sembra migliorare il benessere soprattutto degli uomini, in particolare quando viene svolto nel fine settimana. Per le donne, invece, è il tempo passato con i nipoti a portare più soddisfazione, e l'effetto positivo del ruolo di nonna risulta più forte di quello osservato tra i nonni.

Il punto più delicato riguarda l'assistenza a un adulto non autosufficiente: secondo i ricercatori riduce in modo marcato il benessere delle donne over 60. È un dato che pesa, perché riguarda proprio chi ogni giorno si prende cura dei propri cari.

Perché è importante

Lo studio invita a guardare all'invecchiamento attivo con più attenzione: non basta essere impegnati per stare bene, conta che cosa si fa e quanto spazio resta per sé. Per le famiglie è anche un promemoria prezioso: chi si prende cura di un genitore o di un parente fragile ha bisogno, a sua volta, di sostegno e di momenti di riposo.

Fonti: ANSA, insalutenews.it, TgPadova Telenuovo

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