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Cure palliative, in Italia i primi quattro medici specialisti

All'Università Cattolica di Roma il diploma dei primi quattro specialisti italiani in Medicina e Cure palliative, una scuola nata nel 2022.

Due persone anziane che si tengono per mano

L'Italia ha i suoi primi quattro medici specialisti in Medicina e Cure palliative. Sono Angela Iurlaro, Stefania Cartesio, Marco Specchia ed Edoardo Varratta, che il 20 ottobre 2026 hanno ricevuto il diploma nel campus di Roma dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, durante la prima cerimonia della Scuola di specializzazione dedicata a questa disciplina.

Una scuola nata nel 2022

La Scuola di specializzazione in Medicina e Cure palliative è stata istituita nel 2022 presso la Facoltà di Medicina e chirurgia dell'ateneo e dura quattro anni. La formazione è multidisciplinare e si svolge in numerosi reparti e servizi del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e di altri ospedali della rete formativa.

Il percorso prepara a seguire soprattutto le malattie cronico-degenerative e oncologiche nelle fasi avanzate, con una forte attenzione alla comunicazione e alla relazione con il paziente, con chi lo assiste e con la famiglia.

La dimensione umana della cura

A guidare la Scuola è Graziano Onder, ordinario di Medicina interna. Nel giorno della cerimonia il direttore ha sottolineato che le cure palliative richiamano il valore della dimensione umana della cura, un aspetto che rischia di passare in secondo piano quando si parla soltanto di terapie.

Per Angela Iurlaro, una delle neospecialiste, il punto di forza della formazione è aver imparato a gestire insieme la complessità clinica, assistenziale e relazionale, andando oltre un approccio centrato sulla singola malattia o sul singolo organo. Un percorso che, nelle sue parole, forma "specialisti della complessità".

Per le famiglie che accompagnano una persona con una malattia avanzata, la nascita di questa figura professionale è un segnale importante: un medico formato apposta per stare accanto al malato e a chi se ne prende cura.

Fonti: ANSA, LaPresse, Università Cattolica

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