Prendersi cura

Donazione sangue: chi può donare e come funziona

Chi può donare il sangue, come si svolge la donazione, cosa fare prima e dopo e quali diritti ha chi dona: una guida semplice per iniziare.

Operatrice con guanti bianchi durante un prelievo di sangue dal braccio

La donazione sangue è uno dei gesti più concreti che si possano fare per qualcuno che non si conosce. Basta un po' del proprio tempo, un controllo medico e un minimo di organizzazione, e quel sangue diventa una terapia per chi affronta un intervento, un incidente o una malattia lunga. In questa guida trovi chi può donare, come si svolge la giornata, cosa fare prima e dopo e quali diritti ha chi dona.

Donazione sangue: perché è un gesto che conta

In Italia il sangue usato negli ospedali arriva da persone che lo donano in modo volontario e non remunerato. È un sistema che si regge sulla generosità e sulla regolarità di chi dona.

I numeri aiutano a capire quanto sia importante. Secondo i dati del ministero della Salute riportati dall'ANSA, nel 2025 i donatori di sangue in Italia sono stati circa 1 milione e 664mila, lo 0,8% in meno rispetto al 2024. I donatori periodici, cioè quelli che tornano con costanza, sono cresciuti dell'1,4% e rappresentano l'85% del totale. Nello stesso anno sono stati trasfusi oltre 638mila pazienti.

La fascia di età con meno donatori è quella tra i 18 e i 25 anni: per questo ogni nuova persona che si avvicina alla donazione, soprattutto se giovane, fa la differenza nel tempo.

Chi può donare il sangue

Il Centro nazionale sangue indica che possono donare uomini e donne tra i 18 e i 65 anni, in buona salute e senza abitudini di vita a rischio. Prima di ogni donazione c'è sempre una valutazione della storia clinica: il medico fa alcune domande sullo stato di salute e sullo stile di vita, poi una visita. Se le condizioni non sono ottimali, può chiedere di tornare in un altro momento e spiega sempre il motivo.

L'AVIS aggiunge alcuni dettagli pratici: per diventare donatori bisogna avere tra i 18 e i 60 anni e pesare più di 50 chili. Chi ha già superato i 60 anni può chiedere l'idoneità, che il medico valuta caso per caso, e continuare a donare fino ai 70 anni.

L'ultima parola spetta sempre al medico del centro trasfusionale. È una tutela doppia: protegge chi dona e chi riceve.

Sangue intero e plasma: le differenze

Non esiste un solo modo di donare. Le due forme più diffuse sono la donazione di sangue intero e quella di plasma in aferesi, in cui una macchina separa il plasma e restituisce al donatore le altre componenti. Ecco un confronto con le indicazioni di AVIS sui requisiti e sui tempi e del Centro nazionale sangue.

AspettoSangue interoPlasma (aferesi)
Quantità prelevatacirca 450 ml600-700 ml
Durata del prelievopochi minuti45-50 minuti
Intervallo tra due donazioni dello stesso tipo90 giornicirca due settimane
Limite annualefino a 4 volte (2 per le donne in età fertile)fino a 12 litri l'anno
Dopo una donazione di sangue intero-attendere 30 giorni

Il plasma serve anche a produrre farmaci plasmaderivati salvavita, come immunoglobuline, albumina e fattori della coagulazione, che vengono distribuiti gratuitamente ai pazienti. Secondo il Centro nazionale sangue, nel 2025 in Italia ne sono state raccolte 919,7 tonnellate, un nuovo record.

Come si svolge la donazione sangue, passo dopo passo

La prima volta può mettere un po' di emozione, ma il percorso è sempre lo stesso ed è pensato per essere sicuro. Di solito si articola così:

  1. Accoglienza e questionario: si compila un questionario sullo stato di salute e sullo stile di vita.
  2. Colloquio e visita: il medico legge il questionario, fa qualche domanda e controlla le condizioni generali.
  3. Prelievi per gli esami: si prelevano piccoli campioni per le analisi.
  4. Donazione: se l'esito è positivo, si procede con il prelievo vero e proprio.

Una parte preziosa del percorso sono proprio gli esami. A ogni donazione vengono eseguiti l'emocromo completo e i test per epatite B e C, HIV e sifilide. Almeno una volta l'anno si aggiungono glicemia, creatinina, colesterolo, trigliceridi, ferritina e altri valori. Se le analisi mostrano qualcosa di anomalo, il donatore viene informato e invitato a fare ulteriori accertamenti.

Consiglio: se è la tua prima volta, contatta prima il centro trasfusionale o l'associazione della tua zona e chiedi come prenotare. Ti diranno orari, documenti da portare e come prepararti, così il giorno della donazione sarà tutto più semplice.

Cosa fare prima e dopo la donazione

Non serve essere a digiuno. L'AVIS consiglia una cena leggera la sera prima e, al mattino, una colazione leggera senza latte e derivati: frutta fresca o spremute, tè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati semplici.

Dopo la donazione conviene seguire le indicazioni del personale sanitario: bere molti liquidi e non affaticarsi troppo, evitando sforzi e stress fisici. Raramente possono comparire stanchezza, capogiri o nausea. Il corpo recupera in fretta: per il plasma bastano poche ore, mentre per ricostituire i globuli rossi servono circa tre settimane.

I diritti di chi dona: permesso e controlli

Chi lavora come dipendente ha un diritto preciso. Come spiegano le FAQ del Centro nazionale sangue, l'articolo 8 della legge 219 del 2005 prevede che i donatori possano astenersi dal lavoro per l'intera giornata in cui donano, con la retribuzione piena. Non c'è un numero massimo di permessi, oltre al rispetto degli intervalli tra una donazione e l'altra.

Al termine della donazione il personale rilascia un attestato da consegnare al datore di lavoro. Il permesso vale sia per il sangue intero sia per l'aferesi.

Il secondo vantaggio, meno visibile, è il controllo periodico della propria salute: chi dona con regolarità ha un monitoraggio costante di alcuni valori importanti.

Come diventare donatore: da dove partire

In Italia la maggior parte dei donatori è iscritta a un'associazione, come AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES. Il primo passo è contattare la sede più vicina o il servizio trasfusionale della propria zona e chiedere come fissare il colloquio di idoneità e la prima donazione.

Può essere bello farlo insieme a qualcuno: un amico, un collega, un familiare. Donare in compagnia aiuta a superare l'emozione della prima volta e, spesso, diventa un piccolo appuntamento fisso da condividere. È un modo semplice di prendersi cura degli altri, e anche un po' di sé.

Per qualsiasi dubbio sulla tua idoneità, sui farmaci che assumi o su una condizione particolare, la cosa giusta è rivolgerti al tuo medico o direttamente al servizio trasfusionale: sono loro a poter dare una risposta valida per te.

Domande frequenti

Bisogna essere a digiuno per donare il sangue?

No. È consigliata una colazione leggera, senza latte e derivati, con frutta, spremute, tè o caffè poco zuccherati e pane non condito.

Quante volte l'anno si può donare il sangue intero?

Fino a 4 volte l'anno per gli uomini e per le donne non in età fertile, fino a 2 volte per le donne in età fertile, con almeno 90 giorni tra una donazione e l'altra.

Chi dona ha diritto a un giorno di permesso dal lavoro?

Sì. I lavoratori dipendenti possono astenersi dal lavoro per l'intera giornata della donazione, con retribuzione piena, come previsto dalla legge 219 del 2005.

Quanto dura tutto il percorso?

Il prelievo di sangue intero dura pochi minuti, quello di plasma 45-50 minuti. A questi tempi si aggiungono il questionario, il colloquio con il medico, la visita e i prelievi per gli esami.

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